Azienda Agricola Evangelisti

Navigando nel web un giorno che mi era venuta voglia di profumi, gusti e sapori ‘do Brasil’, mi sono imbattuta in questa Azienda agricola che ha subito suscitato la mia curiosità e la voglia di approfondire. È così che sono entrata in contatto con l’Azienda Agricola Evangelisti e con il suo proprietario Gabriele Evangelisti. L’Azienda Agricola Evangelisti o Casasaraca, dal nome dialettale della casata, ha una lunga storia iniziata dal nonno di Gabriele che nel suo podere nei pressi di Cesena coltivava i prodotti tipici della zona.

A Gabriele ho chiesto come è iniziato il suo interesse per le coltivazioni di prodotti brasiliani, cosa non frequente qui in Italia e così ho saputo che, laureatosi in scienze agrarie con indirizzo biologico a Bologna, dopo diversi viaggi di piacere e studio in Brasile – Paese di cui è da sempre innamorato sia del popolo sia delle tradizioni ma, soprattutto della sua straordinaria varietà di frutta e verdura che oltre ad essere buonissima, ha incredibili proprietà salutari e benefiche – ha avuto modo di apprezzare diversi prodotti, ma quello che più lo ha colpito è stata la couve manteiga. Una verdura incredibilmente diffusa in alcune zone del Brasile e consumata quotidianamente da tutta la popolazione per le sue innumerevoli proprietà salutari: cura infatti diverse patologie quali l’anemia, la fibromialgia e l’osteoporosi. Questo ortaggio che ha la forma di un cavolo, anche se le foglie sembrano bietola, è inoltre ricchissimo di vitamine e antiossidanti in grado di contrastare malattie come il cancro del colon retto.

“Al ritorno da uno dei miei viaggi – racconta Gabriele – ho sperimentato la coltivazione di alcune piante per testare la coltura in un clima come quello italiano e ho riscontrato fin da subito che le piante si adattavano perfettamente, anche se d’inverno, nei mesi più freddi, la coltura rallenta vistosamente la crescita, ma rimane comunque produttiva e vitale e con foglie ancor più saporite.”

In base a queste prime sperimentazioni Gabriele decide di affrontare una vera e propria sfida: far conoscere questa coltura in Italia e in Europa e diventare così la prima Azienda agraria a coltivarla. Ci confessa che non è stata una scelta priva di rischi visti gli alti investimenti iniziali, come la creazione di un marchio “Covì – Salute in foglie” e la sua registrazione a livello italiano ed europeo come marchio di produzione ortofrutticola, trasformata, di quarta gamma (che significa fresca, lavata, confezionata e pronta al consumo) e medicinale. I costi sono stati nell’ordine delle decine di migliaia di euro che, per una piccola azienda di 5 ettari di superficie a conduzione famigliare, sono altissimi.

“L’avvio è avvenuto un po’ in sordina”-continua Gabriele- “talvolta venendo anche un po’ derisi per vendere foglie di cavolo. In effetti la couve manteiga essendo anch’essa una crocifera, assomiglia al cavolo, ma a differenza di questo, ha un sapore dolce e non solforoso, ed è duttile in cucina in quanto si può consumare in tantissime preparazioni diverse: insalata, saltata in padella, in involtino, sulla pizza, dentro la piadina, in ripieni, come ingrediente per paste fredde, risotti e zuppe e…chi più ne ha più ne metta. Ah, dimenticavo, è ottima anche come centrifugato ed estratto.”

Gabriele mi racconta poi che dopo questi inizi, grazie ad alcuni giornalisti della stampa specializzata e a servizi radiofonici e televisivi Rai, la couve manteiga di sua produzione viene pubblicizzata e fatta conoscere. Nel frattempo, inizia la collaborazione con Temakinho, rinomata catena di ristoranti nippo-brasiliani che utilizza la verdura per i suoi piatti, come sostitutivo dell’alga nori nel sushi, oppure per accompagnare piatti di picanha brasiliana o in insalate di frutta e pesce.

Anche nella scelta della distribuzione, l’Azienda ha voluto differenziarsi optando per una vendita ai privati attraverso una rete di negozi, uno per città, che offrissero l’esclusività di vendita, e ciò ha portato a preferire negozi di quartiere e piccole attività commerciali che secondo Gabriele “sono il cuore dell’economia italiana.” In più, in questo periodo di COVID19, quel che ha fatto la differenza sono state le consegne a domicilio. La ricerca di questi piccoli negozi in tutte le città d’Italia è continua, in quanto il trasporto avviene tramite camion refrigerati che assicurano la consegna della verdura come appena raccolta.

Alla domanda di come ha attraversato il periodo di pandemia, Gabriele mi ha raccontato che, come tutte le aziende è stato costretto a rivedere le strategie di vendita e di produzione avendo perso il principale canale di vendita, vale a dire la ristorazione, ma la determinazione di Gabriele non vede ostacoli e, dopo un iniziale e comprensibile periodo di sconforto e smarrimento, ha continuato nonostante tutto la coltivazione della couve manteiga pur senza i volumi di vendita di prima, ma confidando -dopo quasi tre mesi di fermo- in una rapida ripresa dell’economia. “Purtroppo” -aggiunge- “tantissimo prodotto è andato letteralmente buttato. Lo abbiamo utilizzato per galline e conigli dell’azienda che hanno particolarmente gradito l’ortaggio regalando una produzione di uova e di carne buonissima.” E continua: “ad oggi siamo in attesa di una riapertura della ristorazione e ci stiamo adoperando nella coltivazione di altre tipologie di colture brasiliane oltre alle nostre tipicamente italiane come le ciliegie, le albicocche, ecc.”

Programmi futuri? A questo punto Gabriele si illumina e mi spiega che sta mettendo in produzione: quiabo santa cruz, una pianta utilissima per la regolazione del diabete di tipo due e di sapore gradevole sia in insalata sia come accompagnamento della carne; il cosiddetto jilo moro, una solanacea amarognola incredibilmente benefica per la riduzione del colesterolo cattivo; il maxixe, una cucurbitacea ricchissima di vitamine che ricorda lontanamente dei mini cocomeri irsuti. Inoltre, sta sperimentando -a latitudini non consone per questo prodotto- la coltivazione della maracuja flavicarpa, conosciuta come frutto della passione tipico brasiliano.

Qui termina il mio incontro con Gabriele, un giovane imprenditore agricolo che è stato capace di portare, con la sua determinazione, il suo amore per il Brasile nelle colline cesenati, coltivando ortaggi tipici di questa terra, ricchi di sostanze utili all’organismo, e proponendoli a un consumatore sempre più evoluto in tema di alimentazione, ma anche alla ricerca di gusti e sapori nuovi.

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